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Archivio per la categoria ‘Riflessioni’

Italia: un paese di raccomandati?

7 settembre 2010 Andrea Nessun commento

passaportoQualche giorno fa, poiché io e mia moglie stiamo preparando un viaggio “fuori porta”, che necessita del passaporto, avendolo noi scaduto, siamo andati alla Questura di Firenze per chiedere un nuovo rilascio. Vi confesso che, prima di andarci, mi è venuto naturale pensare: “chi conosco in Questura che possa farmi avere il passaporto velocemente?”. Mi sono però anche detto: “possibile che per ogni cosa ci voglia una raccomandazione?”. Ed ho deciso di comportarmi, come ogni comune cittadino, quale io sono: ovvero presentare la documentazione e attendere i tempi “naturali” per il rilascio. Infatti, dopo circa una settiamana, sono andato a ritirare il passaporto tranquillamente.  Come direbbe Esopo: O’ mutos deloi (che significa “la favola insegna”) che prima di tutto occorre cambiare la nostra mente, il nostro atteggiamento che, per ogni minima cosa spesso ci porta a dire “chi conosco in quel posto?”, “a chi posso chiedere?”, rinunciando così, nella ricerca di una corsia preferenziale, a un diritto civile.

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Categorie:Riflessioni Tag:

Aperture notturne dei negozi a Firenze: via al dibattito!

18 gennaio 2010 Andrea 2 commenti

firenze-di-notte-150x150Mi ha sorpreso positivamente vedere le reazioni all’annuncio della presentazione della mia mozione sulle aperture notturne dei negozi a Firenze: sapevo che si trattava di un tema “caldo” che avrebbe suscitato commenti, pro e contro, ma non immaginavo così tanti, e questo è un fatto positivo. Credo infatti che la “rivitalizzazione” di Firenze passi anche attraverso la cultura del dialogo e del confronto tra idee diverse, e se il confronto è basato su argomenti validi, come in questo caso, ben venga!

Sulla base delle critiche che mi sono state mosse, credo necessario chiarire, brevemente, alcuni punti del mio pensiero, che forse non sono stati ben compresi. Sono due le principali obiezioni che mi sono state mosse: la prima è il fatto che non esista una domanda a Firenze per le aperture notturne dei negozi; la seconda è che tali aperture porterebbero ad uno sfruttamento dei lavoratori. Comincio a rispondere da quest’ultima, perchè la ritengo la più importante: io non voglio sfruttare proprio nessuno, anzi, io vorrei fare l’opposto, creare nuove opportunità di lavoro. Per quanto riguarda il lavoro dipendente, mi risulta che le ore di lavoro in Italia siano normate per legge e che qualsiasi sfruttamento oltre tali orari dei lavoratori sia di per sé illegale: in ogni caso, concordo con quanti si dicono preoccupati per la dignità di questi lavoratori. Capisco infatti che lavorare di notte non sia lo stesso che lavorare di giorno e che esista un pericolo “sfruttamento”, soprattutto nei grandi centri commerciali, del personale già impiegato: per questo ritengo fondamentale coinvolgere, in questo dibattito, i sindacati per studiare tutte le garanzie e le tutele necessarie ai lavoratori. Sono d’accordo con quanto suggerito da Giuliano Gasparotti, su facebook, di vincolare la possibilità di apertura notturna con l’impegno ad assumere nuovo personale, perchè è proprio questo lo spirito della mia idea: creare nuovi posti di lavoro, magari proprio per i più giovani! Per quanto riguarda invece la questione delle piccole botteghe a conduzione familiare, è ovvio che la scelta se lavorare o meno la notte rimarrebbe un’opzione, non un’obbligo. E qui veniamo alla prima obiezione, ovvero il fatto che, a Firenze, non esista una domanda per le aperture dei negozi durante la notte. Secondo me non è affatto vero: la domanda ci sarebbe (e lo dimostrano, ad esempio, le aperture notturne durante un evento quale è la Notte Bianca in Oltrarno) solo che andrebbe sollecitata e incentivata; per questo, ho spiegato che l’idea delle aperture notturne dei negozi segue uno dei principi fondamentali del programma del sindaco Renzi, ovvero la politica di rivitalizzazione della Firenze by night, come ben compreso dal presidente di Confesercenti, Uliano Ragionieri! Senza l’una non sarebbe possibile nemmeno l’altra!

Certo, si tratta, comunque, di un cambio di mentalità di non poco conto, e sarei sciocco a pensare che possa essere accettato in quattro e quattr’otto ma è una di quelle realtà con le quale dobbiamo cominciare a fare i conti, se vogliamo far uscire Firenze dal provincialismo della “città bomboniera” per farla diventare una metropoli moderna. In particolare, credo che si debba superare la cosìdetta cultura del “non si pole” a prescindere, con quella invece del “Si pole!”, alla quale i fiorentini hanno detto sì votando per la nuova amministrazione comunale: quindi ben vengano i dibattiti, i suggerimenti e le riflessioni per arricchire e non per distruggere. In quest’ottica rientra anche la presentazione della mia mozione che ha come obiettivo proprio quello di avviare una riflessione su uno dei temi che riguardano il futuro di Firenze: è quello che richiede il mio ruolo di consigliere comunale!

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Una domenica di occasioni perse

14 dicembre 2009 Andrea Nessun commento

primarieTutti noi abbiamo visto le immagini riportate ieri dalle tv, e oggi dai quotidiani, sull’aggressione al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: brutte immagini che non avrei mai voluto vedere in nessun paese civile, tanto meno nel nostro. Che ad aggredire il Premier sia stato una persona con problemi psichici mi consola fino ad un certo punto: credo infatti che per quanti mitomani esistano ovunque, ogni azione di questo tipo è un colpo duro alla democrazia, che si basa sul principio che tutti hanno diritto alla libertà di espressione senza timore di reazioni violente da parte di chi non la pensa come te.

Mi ritrovo molto nelle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri ha fermamente condannato l’aggressione, ma ha anche invitato tutte le forze politiche ad abbassare i toni e a riportare lo scontro nelle forme civili della dialettica di un paese democratico: credo abbia pienamente ragione. Negli ultimi tempi (e non è la prima volta che lo sottolineo) la politica è più urlata che ragionata, più tesa a dimostrare chi ha torto o ragione a prescindere invece di ricercare un confronto costruttivo sui problemi reali del paese. Così facendo ci perdiamo tutti.

In questo credo che anche i mezzi di comunicazione abbiano la loro parte di responsabilità: un esempio, secondo me, sono state le Primarie che si sono svolte ieri per scegliere i candidati al prossimo Consiglio Regionale. Oggi i giornali locali riportano i dati di affluenza: si tratta delle primarie con la più bassa affluenza degli ultimi anni e secondo me non è un caso. Ho notato come l’attenzione nei confronti di questo strumento che resta, a mio parere, la più alta forma di democrazia partecipata presente al momento in Italia, sia stata questa volta un po’ troppo bassa: senz’altro ha giocato un ruolo importante l’assenza del confronto per scegliere il candidato alla presidenza della Regione, ma non tanto da giustificare la scarsa informazione che ho potuto constatare in prima persona: alcuni non sapevano nemmeno dove trovare il proprio seggio.  Mi domando allora: perchè ad un evento del genere è stato dedicato così poco spazio sia dalla politica sia dai media?  Forse perchè per guadagnare l’attenzione c’è bisogno, troppo spesso, di alzare i toni, di creare degli scontri o tensioni tra posizioni politiche differenti?! Spero davvero non sia così…almeno non dovrebbe esserlo in un paese civile, quale continuo a ritenere sia il nostro.

Quella di ieri è stata proprio una brutta domenica: un’occasione persa per tutti noi di tornare a confrontarsi sui problemi veri del paese.

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Sanità Toscana: un mondo che funziona

26 novembre 2009 Andrea Nessun commento

volontari

Qualche giorno fa ho letto sul Corriere Fiorentino l’intervista ad Enrico Rossi, assessore regionale alla sanità, in vista delle prossime Primarie: tra i tanti argomenti affrontati, ovviamente c’era quello del funzionamento della Sanità Toscana. E’ un dato di fatto, riconosciuto a livello nazionale da Destra e da Sinistra, che la Toscana abbia uno dei migliori sistemi sanitari d’Italia, e non è solo una questione di risparmio di denaro, bensì di qualità del servizio. Proprio in questi giorni, ho avuto modo di sperimentare che quanto dichiarato corrisponde a verità.


L’altra sera, io e mia moglie Letizia, abbiamo invitato alcuni amici a casa: all’improvviso uno di loro si è accasciato a terra. Letizia, che è dottore, ha subito capito che aveva un problema serio e mi ha detto di chiamare il 118. Il servizio di emergenza-urgenza è arrivato in pochissimi minuti: nonostante non avesse il medico a bordo (a causa, come mi hanno spiegato, dei tagli alla sanità) il nostro amico è stato soccorso da un ottimo infermiere e da tre volontari della Misericordia che lo hanno portato a Careggi. Qui in meno di cinque ore gli sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari e si è scoperto che il malanno era una sorta di fenomeno temporaneo di ischemia. Il mio amico adesso sta bene e di questo non posso che ringraziare di cuore quanti si sono adoperati quella notte per compiere al meglio il proprio lavoro: insomma un esempio concreto di efficienza della nostra realtà sanitaria.


Scorrendo su internet il dossier sul “Sistema di valutazione della performance della sanità toscana” del 2007 si legge come negli ultimi anni il nostro sistema sanitario sia riuscito a migliorare nettamente “l’assistenza territoriale (con 56,3 milioni di visite erogate ai cittadini), le prestazioni specialistiche e diagnostiche (in particolare per le Tac che hanno visto ridurre notevolmente le liste di attesa), e a ridurre il numero di ricoveri ospedalieri”; inoltre la Toscana registra il minor numero di parti cesari e un continuo aumento delle donazioni di sangue.


Il miglioramento di queste performance sanitarie è senz’altro dovuto alle buone politiche fatte dalla Regione in questi anni (tanto per fare un esempio, in questi mesi la Regione sta procedendo alla valutazione dei 1.100 direttori delle unità operative della Regione con l’assegnazione delle cosìdette “pagelle” che terranno conto del tipo di qualità del servizio erogato); è certo però che molto si debba anche al contributo del mondo del volontariato, del quale troppo spesso ci dimentichiamo.


Secondo i dati 2006 del Cesvot le associazioni di volontariato in Toscana sono oltre 2000: il 72% opera nell’ambito del cosìdetto welfare; in particolare l‘86% dei volontari si occupa di sociale e sanità. Insomma un aiuto importante per mantenere alti gli standard del nostro sistema sanitario!


A tutti questi volontari e a chi ogni giorno lavora per migliorare la nostra sanità, nonostante i tagli operati dal Governo, va il mio più vivo ringraziamento!

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Perché sostengo Alessandro Lo Presti

19 novembre 2009 Andrea Nessun commento

Alessandro Lo Presti e mia moglie LetiziaE’ bello quando possiamo spenderci per aiutare un amico; lo è ancora di più quando l’amico in questione ha dimostrato negli anni di essere una persona competente e capace di dare molto agli altri e quando quindi aiutare questa persone vuol dire, in fondo, aiutare anche noi stessi, la nostra società. Ecco perché ho deciso di appoggiare la candidatura di Alessandro Lo Presti a consigliere regionale nelle Primarie del 13 dicembre prossimo.

Conosco Alessandro da quando eravamo appena maggiorenni e con lui ho condiviso da subito idee e valori. Negli ultimi anni ad avvicinarci è stata anche la condivisione dello stesso modo di concepire la politica: un impegno a servizio dei cittadini.

Alessandro ha un percorso politico molto più lungo e ricco del mio: è stato presidente di Commissione Consiliare in Comune a Firenze, Coordinatore cittadino dei Ds, Assessore in Provincia, e oggi  è presidente di Firenze Parcheggi SpA, ruolo non certo facile da ricoprire. In tutti questi anni quello che lo ha caratterizzato è stata la grande competenza con la quale ha sempre svolto gli incarichi affidategli. E a dirlo non sono solo io: tutti coloro che lo hanno conosciuto nella sua carriera politica lo definiscono una persona corretta, onesta e valida. Simone Siliani, nel suo blog, ha scritto di Alessandro “è un uomo libero, con una capacità di pensiero autonomo”: non è certo facile per chi fa politica da tanto tempo mantenere una propria capacità di giudizio, libera, soprattutto, da posizioni di comodo. Lui c’è riuscito!

Per questo credo che Alessandro sia la persona giusta per sedere in Consiglio Regionale: sono sicuro che la sua alta moralità, la correttezza, l’esperienza che hanno caratterizzato il suo impegno a Firenze potranno portare un grande contribuire anche al bene della nostra regione.

La presentazione della sua campagna elettorale si svolgerà sabato prossimo, alle 17, al Sms Andrea del Sarto a Firenze: io ci sarò e invito tutti quanti voi a venire e a conoscere di persona Alessandro per sostenerlo in questo nuovo impegno.

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Lo stato confusionale del Partito Democratico

16 novembre 2009 Andrea 1 commento

pierluigi-bersani-primarie

Si respira una strana aria in queste settimane all’interno del Pd.

Dopo il trionfo delle primarie del 25 ottobre che hanno visto tre milioni di persone recarsi alle urne per eleggere Pierluigi Bersani nuovo segretario, mi sarei aspettato che il partito continuasse a favorire il confronto democratico al suo interno. Mi sembra però che questo non stia avvenendo.

E’ di questi giorni la notizia che le primarie regionali serviranno solo a scegliere i consiglieri e non il presidente, dato che l’unico candidato rimasto è Enrico Rossi, attuale assessore alla sanità. Stimo molto il lavoro fatto da Rossi in questi anni che ha reso la sanità toscana un fiore all’occhiello del sistema sanitario nazionale e credo che sarà un ottimo presidente, ma avrei preferito che la sua investitura arrivasse da un confronto sul campo con altri protagonisti della scena politica regionale. Così non è stato: è stata salvaguardata l’unità e la compattezza del partito ma a scapito del confronto democratico.

La stessa cosa sembra stia accadendo nell’elezione del segretario cittadino del Pd. In questi giorni numerosi coordinatori dei 21 circoli del Pd di Firenze hanno stigmatizzato il metodo con cui i rappresentanti delle diverse mozioni, correnti o fazioni che siano, sarebbero giunti alla scelta del nome del futuro segretario fiorentino. All’assemblea cittadina di mercoledì prossimo dunque, sarebbe chiesto solo di ratificare tale scelta. Non posso che essere d’accordo con loro.

Sono entrato in politica con Matteo Renzi perchè credevo che ci fosse bisogno di energie nuove e fosse arrivato il momento di scegliere nuovo modo di fare politica; ho aderito alla mozione Bersani perchè ho creduto in quello che Bersani prometteva, ovvero favorire la partecipazione delle persone al futuro del Pd: mi sembra però che le cose non stiano andando in questa direzione!

Il Pd sembra permanere in uno stato confusionale: da una parte la voglia di cambiare, ad esempio con l’introduzione dello strumento delle primarie; dall’altra la voglia di mantenere uno status quo che non intacchi il cosìdetto “apparato”. Peccato che così facendo si continui a perdere contatto con la realtà delle cose, con i problemi della gente, quella vera!

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Al di là di ogni muro!

9 novembre 2009 Andrea 1 commento

porta brandeburgoOggi Berlino è al centro del mondo: sono in corso infatti le celebrazioni per ricordare la caduta del muro, avvenuta il 9 novembre 1989. Nella capitale tedesca la festa è cominciata da giorni: ad inaugurarla è stato il concerto degli U2 che si è tenuto davanti alla porta di Brandeburgo, un evento che ha richiamato migliaia di giovani e meno giovani!

 

C’è molto per cui festeggiare oggi a Berlino, secondo me: non solo perchè ricordare la caduta del muro significa ricordare la fine di un’epoca caratterizzata dalla cosìdetta Guerra Fredda, un’epoca di tensioni, di separazioni, di contrapposizioni; ma anche perchè a vent’anni da quel giorno Berlino si presenta come un ottimo simbolo di speranza per il futuro dell’Occidente. In questi venti anni infatti Berlino è riuscita a rimettere insieme le sue due anime, molto diverse tra loro, il suo “est” e il suo “ovest”, trovando nelle differenze che le caratterizzavano la forza per costruire il suo futuro. Certo molte cose ancora devo essere sistemate, ma oggi la capitale tedesca può essere considerata, a mio parere, unmuroa delle città più moderne d’Europa, non a caso meta prediletta dei giovani perchè culturalmente viva e capace di offrire loro nuove forme d’espressione.

 

Anche Firenze guarda oggi a Berlino: nel Salone dei Cinquecento tanti studenti si riuniranno, questo pomeriggio, per parlare di quanto avvenuto in questi venti anni nella capitale tedesca e, contemporaneamente, per cercare di capire quale sarà il futuro della nostra città. Spero che Firenze possa fare tesoro soprattutto di un insegnamento che i tedeschi hanno dovuto imparare sulla propria pelle: che il futuro si costruisce non erigendo muri e cercando di dividere, ma al contrario cercando di armonizzare le differenze presenti in ciascuna società, in ciascun individuo, perchè quelle differenze rappresentano una ricchezza.

 

Penso soprattutto al clima politico che si respira in Italia in questi ultimi anni, caratterizzato non certo da una sana dialettica, chberlinoe pur nelle differenze di opinioni di ciascuna parte politica, sia capace di metterne insieme il meglio e, così facendo, di far crescere il paese, ma piuttosto da intolleranza, spirito di prevaricazione, voglia di aggredire chi non la pensa come noi!

 

Spero che un anniversario come quello che si celebra oggi a Berlino (e nel resto d’Europa) permetta di generare una riflessione anche in tutti noi, chiamati a fare politica: perchè i muri, qualsiasi tipo di muro, eretti per separare e nascondere, è destino che prima o poi cadano. Perchè allora perdere tanto tempo nell’erigerli e difenderli quando sarebbe più opportuno lavorare insieme per costruire il nostro futuro?

 

 

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Discorso tenuto all’assemblea cittadina del PD del 3 dicembre 2008

7 novembre 2009 Andrea Nessun commento

Quello che segue è il discorso che ebbi modo di fare durante l’Assemblea cittadina tenutasi all’indomani degli “avvisi di garanzia” per la vicenda “Castello” ad alcuni nostri “compagni” e “amici”. Eravamo in piena “bagarre” elettorale per le primarie, era il 3 dicembre 2008 e l’Assemblea si teneva alla Casa del popolo di San Bartolo.

 

E’ una scelta onesta, coraggiosa e responsabile quella del segretario
cittadino del Pd Giacomo Billi, per la quale mi sento in dovere di
ringraziarlo e credo che noi tutti dovremmo ringraziarlo.

E’ una scelta che più che a noi, qui riuniti, sta dicendo a chi guarda
al Partito democratico con speranza, c’è chi non pensa solo al proprio
posto, alla carica che ricopre, ma anche alla possibilità che il centro
sinistra continui a governare Firenze e che gli impegni presi con il
programma quadro cittadino — il nostro principale punto di riferimento
nei confronti degli elettori e dei cittadini di Firenze — vengano
realizzati nell’interesse della città, di chi ci vive, di chi l’ha scelta.

Voglio essere chiaro: gli avvisi di garanzia non sono condanne. Sono
solo sospetti. E neanche qualche sgradevole telefonata è un reato. Ma la
cultura della legalità, il senso delle istituzioni, la tradizione delle
forze politiche dalle quali ciascuno di noi proviene ci hanno insegnato
che ci si difende dai sospetti e dalle accuse rinunciando a posizioni di
forza e a garanzie “speciali”: non è questo che abbiamo contestato a
Berlusconi per anni?

Perciò, senza minimamente voler condannare “in piazza” o “sui giornali”
e neanche in questa sala chi in queste ore si trova in una sgradevole
situazione e ha diritto alla nostra solidarietà e al nostro sostegno
fintanto che non sarà dimostrata una colpevolezza che ad oggi non c’è,
ritengo che sia giusta la richiesta avanzata da Giacomo Billi: si dimettano.

Ne va dell’immagine di tutto il partito, della credibilità delle nostre
proposte, della stessa possibilità di consegnare nelle mani del centro
destra una città che invece ha bisogno di rinnovarsi, di portare a
compimento alcune delle scelte fatte in questi anni, ma correggendo il
tiro nelle modalità con cui questi obiettivi sono stati raggiunti.

Certo, dobbiamo avere rispetto delle firme che i quattro candidati alle
primarie del Pd per la carica di sindaco di Firenze hanno apposto in
calce ai loro rappresentanti.

Ma credo che tutti noi, indipendentemente dal comitato elettorale a cui
apparteniamo, dobbiamo credere prima di tutto nel programma del Pd,
nella sua capacità di proporre candidati di pregio, nella sua capacità
di essere coeso ancorché alimentato da anime diverse, da donne e uomini
che portano ognuno la propria capacità, esperienza, sensibilità, ma alla
fine hanno un ideale comune.

Questo vale, a mio giudizio per tutti e quattro i candidati, nessuno
escluso: il nostro impegno oggi è per far prevalere uno di loro, ma un
minuto dopo le primarie sarà per far prevalere il candidato scelto.

Per questo oggi ritengo proficuo per il Pd e rispondente alla sua
“anima”, alle aspettative di chi vuole votarlo l’invito avanzato da
Giacomo Billi.

Per questo credo che si debba chiedere a Giacomo Billi di non
abbandonare il suo ruolo che sta svolgendo con fermezza ed onestà: di
queste abbiamo bisogno per vincere.

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Categorie:Discorsi Tag:

Diritto a cerimonie funebri dignitose per tutti

31 ottobre 2009 Andrea 1 commento

il commiato del SoleTra pochi giorni, il 2 novembre, ricorre la Festa dei Defunti. Chiunque abbia perduto persone care sa che il loro ricordo vive per sempre insieme a noi: eppure ricorrenze come queste ci consentono di prenderci una pausa dai ritmi frenetici di tutti i giorni per ricordarli. Almeno per me è così.

L’avvicinarsi di questo evento mi ha portato a riflettere sul modo in cui diciamo addio ai nostri cari: a Firenze esiste un luogo predisposto per questo (che tutti i fiorentini conoscono bene) ovvero le Cappelle del Commiato. Qui diciamo addio a chi amiamo. Le cappelle, gestite dal Comune, hanno tre stanze adibite per il rito cattolico e solo una per tutte le altre confessioni, mentre per chi non è religioso è prevista solo una breve commemorazione nella Sala del Ricordo. Credo che questo possa essere visto come segno di disparità e discriminazione, dato anche l’aumento, per esempio, delle cremazioni, arrivate al 20% nel 2007.

Con Susanna Agostini, amica e consigliera del Pd, abbiamo pensato di presentare una mozione (peraltro già approvata dal Consiglio Comunale ad aprile 2009 ma rimasta solo sulla carta) affinché il diritto ad una degna cerimonia d’addio sia davvero riconosciuto a tutti: abbiamo chiesto al Sindaco di adoperarsi per questo, in particolare per chi non si avvale di una cerimonia religiosa o comunque non di rito cattolico; abbiamo chiesto che sia garantita una presenza istituzionale a queste cerimonie, nel caso ne venga fatta richiesta; e abbiamo chiesto di allestire, nei singoli Quartieri, un luogo apposito per lo svolgimento delle cerimonie funebri, di qualsiasi tipologia.

Credo che i nostri cari se lo meritino, che sia cattolici, islamici, buddisti o semplicemente laici.

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Dalla politica del “costruire” a quella dell’ “abitare”

27 ottobre 2009 Andrea Nessun commento

firenzeLa notizia in prima pagina su tutti i quotidiani locali di oggi è, ovviamente, l’inchiesta della Procura di Firenze sulla cooperativa Quadra e sul mondo dell’edilizia fiorentina: non mi piace commentare notizie che riguardano indagini in corso e non lo farò nemmeno adesso. Sarebbe, infatti, troppo facile dire che quel sistema riguardava la vecchia Amministrazione e non quella che si è insediata a giugno dello scorso anno (cosa peraltro vera) e che quindi non ci interessa ma purtroppo non è così: perché, se quello che i magistrati sospettano, fosse confermato, si tratterebbe di un sistema di potere che avrebbe guidato le scelte di Firenze non sulla base del bene dei cittadini ma di alcuni privati, e quindi riguarderebbe comunque tutti noi. Per questo spero che la vicenda possa chiarirsi al più presto. Conosco personalmente alcune persone coinvolte e certi comportamenti attuati mi sembrano umanamente impossibili. Purtroppo il “processo” mediatico ha altri tempi rispetto a quello giudiziario, e sovente ha anche altri “finali”.

Sempre sfogliando i giornali ho letto che Legambiente ha presentato l’annuale rapporto su “Ecosistema urbano”: si tratta di una classifica nazionale basata sugli standard di vita delle principali città. I risultati della Toscana per quest’anno non sono “felici”: peggiorano tutti i capoluoghi di provincia a cominciare dal più “virtuoso”, ovvero Siena, legambiente5° in classifica nazionale. Ma in che stato è Firenze? La nostra città ha perso, in un anno, 23 posizioni finendo al 38° posto. Secondo Legambiente a peggiorare è soprattutto la qualità dell’aria, sempre più inquinata dalle polveri sottili, il famigerato pm10: la colpa sarebbe da attribuirsi soprattutto ai numerosi cantieri presenti in città. In un’intervista Piero Baronti, presidente di Legambiente, dice che non si può imputare la colpa di tutto ciò alla nuova Amministrazione comunale perché i dati si riferiscono ai mesi passati: è vero, ma è vero anche che ci troviamo a dover gestire un’eredità pesante.

Credo che queste due notizie siano in parte correlate tra loro: nel mio discorso a sostegno del Documento programmatico per Firenze, presentato da Renzi la scorsa settimana, ho detto che è necessario passare dalla politica del “costruire” a quella dell’ “abitare” per far si che la città torni ad essere a misura di cittadini. Le notizie che leggo oggi sui giornali mi convincono sempre più che questo è indispensabile per il futuro di Firenze: la sfida che ci troviamo davanti è difficile ma credo che questa Amministrazione abbia cominciato muovendosi bene.

Ovvio che il cammino sarà lungo, e ovvio che sarà necessaria la partecipazione di tutti i fiorentini.

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