Moleskine for 2010-01-24
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Dopo la mozione sulle targhe di condominio, finalmente anche quella sui contatori dell’acqua è stata approvata dal Consiglio Comunale, nella seduta straordinaria che si è svolta questo pomeriggio. A votarla è stata l’unanimità dell’assemblea, un fatto che ritengo veramente positivo: maggioranza e opposizione hanno infatti condiviso l’idea che sia necessario favorire la creazione di singoli contatori per ogni utenza, sia nelle nuove che nelle vecchie abitazioni.
L’obiettivo è evitare che si possano ripetere, in futuro, situazioni come, ad esempio, il caso Asco, dove il fallimento della ditta incaricata di riscuotere le utenze rischia di fare pagare due volte le bollette ai clienti; o più semplicemente evitare che la morosità di singoli possa ricadere, come una mannaia, su tutti gli abitanti di un condominio, con il distacco del servizio idrico. Spero che anche il Sindaco e la Giunta si rendano conto dell’importanza di questo atto e facciano presto a renderlo operativo. In ogni caso, come sempre, vi darò conto di quello che succederà nei prossimi mesi.
A questo proposito, approfitto anche per fare il punto proprio sulla mozione per l’apposizione delle targhe degli amministratori di condominio, approvata dal Consiglio Comunale il 14 dicembre scorso: la mozione si trova al momento presso il capo di gabinetto del sindaco, Lucia De Siervo, alla quale ho già sollecitato un’attivazione tempestiva.
Mi ha sorpreso positivamente vedere le reazioni all’annuncio della presentazione della mia mozione sulle aperture notturne dei negozi a Firenze: sapevo che si trattava di un tema “caldo” che avrebbe suscitato commenti, pro e contro, ma non immaginavo così tanti, e questo è un fatto positivo. Credo infatti che la “rivitalizzazione” di Firenze passi anche attraverso la cultura del dialogo e del confronto tra idee diverse, e se il confronto è basato su argomenti validi, come in questo caso, ben venga!
Sulla base delle critiche che mi sono state mosse, credo necessario chiarire, brevemente, alcuni punti del mio pensiero, che forse non sono stati ben compresi. Sono due le principali obiezioni che mi sono state mosse: la prima è il fatto che non esista una domanda a Firenze per le aperture notturne dei negozi; la seconda è che tali aperture porterebbero ad uno sfruttamento dei lavoratori. Comincio a rispondere da quest’ultima, perchè la ritengo la più importante: io non voglio sfruttare proprio nessuno, anzi, io vorrei fare l’opposto, creare nuove opportunità di lavoro. Per quanto riguarda il lavoro dipendente, mi risulta che le ore di lavoro in Italia siano normate per legge e che qualsiasi sfruttamento oltre tali orari dei lavoratori sia di per sé illegale: in ogni caso, concordo con quanti si dicono preoccupati per la dignità di questi lavoratori. Capisco infatti che lavorare di notte non sia lo stesso che lavorare di giorno e che esista un pericolo “sfruttamento”, soprattutto nei grandi centri commerciali, del personale già impiegato: per questo ritengo fondamentale coinvolgere, in questo dibattito, i sindacati per studiare tutte le garanzie e le tutele necessarie ai lavoratori. Sono d’accordo con quanto suggerito da Giuliano Gasparotti, su facebook, di vincolare la possibilità di apertura notturna con l’impegno ad assumere nuovo personale, perchè è proprio questo lo spirito della mia idea: creare nuovi posti di lavoro, magari proprio per i più giovani! Per quanto riguarda invece la questione delle piccole botteghe a conduzione familiare, è ovvio che la scelta se lavorare o meno la notte rimarrebbe un’opzione, non un’obbligo. E qui veniamo alla prima obiezione, ovvero il fatto che, a Firenze, non esista una domanda per le aperture dei negozi durante la notte. Secondo me non è affatto vero: la domanda ci sarebbe (e lo dimostrano, ad esempio, le aperture notturne durante un evento quale è la Notte Bianca in Oltrarno) solo che andrebbe sollecitata e incentivata; per questo, ho spiegato che l’idea delle aperture notturne dei negozi segue uno dei principi fondamentali del programma del sindaco Renzi, ovvero la politica di rivitalizzazione della Firenze by night, come ben compreso dal presidente di Confesercenti, Uliano Ragionieri! Senza l’una non sarebbe possibile nemmeno l’altra!
Certo, si tratta, comunque, di un cambio di mentalità di non poco conto, e sarei sciocco a pensare che possa essere accettato in quattro e quattr’otto ma è una di quelle realtà con le quale dobbiamo cominciare a fare i conti, se vogliamo far uscire Firenze dal provincialismo della “città bomboniera” per farla diventare una metropoli moderna. In particolare, credo che si debba superare la cosìdetta cultura del “non si pole” a prescindere, con quella invece del “Si pole!”, alla quale i fiorentini hanno detto sì votando per la nuova amministrazione comunale: quindi ben vengano i dibattiti, i suggerimenti e le riflessioni per arricchire e non per distruggere. In quest’ottica rientra anche la presentazione della mia mozione che ha come obiettivo proprio quello di avviare una riflessione su uno dei temi che riguardano il futuro di Firenze: è quello che richiede il mio ruolo di consigliere comunale!
Quanti di noi, magari tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro, si sono trovati nella necessità di dover fare una veloce spesa, per preparare la cena, e di non poterlo fare perchè l’orario di apertura dei negozi era già passato da tempo?
A me è successo, visti i miei ritmi di lavoro, ma non credo di essere stato il solo!
I ritmi di vita di una società come quella occidentale, ovvero la nostra, sono molto cambiati rispetto a cinquant’anni fa e credo sia arrivato il momento di adeguarsi anche per i commercianti. Per questo stamattina, intervenendo al Gr di Lady Radio, ho annunciato di aver presentato una mozione che chiede la revisione degli orari degli esercizi pubblici a Firenze. La mia idea è che, una città metropolitana, come la nostra, debba adeguarsi a ritmi di vita diversi dai decenni passati e consentire quindi a tutti di trovare strutture aperte anche durante la notte: è una consuetudine negli Usa, che in Europa sta prendendo campo in molte capitali (penso, ad esempio, a Madrid), e che anche in Italia sta cominciando a trovare sostenitori (ad esempio in Lombardia). E’ un processo irreversibile secondo me, di cui fa parte anche la proposta lanciata tempo da Federdistribuzione che chiedeva ai negozi di stare aperti la domenica, data la tendenza sempre più diffusa, da parte dei cittadini, a fare acquisti nel fine settimana: un modo, secondo l’associazione, anche per combattere la crisi.
Ma l’apertura notturna dei negozi può essere anche un modo per far vivere la città nelle ore più critiche per degrado e delinquenza. Non per niente nel suo programma di mandato, il sindaco Renzi ha deciso di puntare molto sul rivitalizzare la vita notturna di Firenze, anche per contrastare proprio degrado e delinquenza.
La mia mozione chiede quindi che si cominci a consentire l’apertura in orario notturno di un limitato numero di esercizi di vicinato, punti vendita automatizzati e negozi all’interno delle stazioni ferroviarie, cosa già possibile al momento; e che nello stesso tempo Sindaco e Giunta facciano pressione su Regione e Governo (enti a cui compete questa materia) per cambiare le normative sulle aperture e chiusure dei negozi.
E magari, tra qualche tempo, potremo finalmente scendere a comprare il latte a mezzanotte, come avviene già a New York!
Le feste ormai sono alle spalle e con il Consiglio comunale di lunedì scorso è ripresa anche la vita politica della città.
Mi scuso per aver latitato ma i miei impegni cominciano ad essere davvero tanti, soprattutto quelli che riguardano il mio ruolo di consigliere comunale, ruolo nel quale cerco di impegnarmi sempre di più. Avrei voluto darvi notizia lunedì scorso della discussione della mia mozione sulle utenze idriche, in programma in Consiglio Comunale, ma i lavori sono andati un po’ a rilento e lunedì non è stato possibile esaminarla. Spero lo sia la prossima settimana.
Nel frattempo però vi segnalo un articolo molto interessante che riguarda un tema sul quale sto lavorando in questi giorni. L’articolo è pubblicato su L’Espresso di oggi e riguarda la vita notturna in alcune delle principali capitali europee, e anche a Firenze. Sono d’accordo con la descrizione fatta da Ilaria Ciuti sul fermento della nostra città negli ultimi mesi ma credo che vada fatto ancora di più: per questo ho presentato una mozione che riguarda le aperture degli esercizi pubblici durante la notte. Non vi dico di più al momento: ne parlerò sabato mattina a Lady Radio, durante il gr del mattino condotto da Davide Belperio. Chi vorrà ascoltarmi saprà tutto.
Per gli altri, restate sintonizzati sulle pagine del mio blog!
Buon inizio anno!
Con l’avvicinarsi del 31 dicembre si moltiplicano i cosìdetti “resoconti di fine anno”: bilanci nei quali si tirano le somme di quanto fatto nell’anno che sta per finire e si annunciano i propositi (buoni o cattivi che siano) per l’anno che sta per cominciare. E’ tempo anche per me di tracciare il mio bilancio personale, soprattutto per un anno, come il 2009, così ricco di avvenimenti per la mia vita e per quella di Firenze.
Sicuramente la parola-chiave di questo 2009 è stata “novità”: il 2009 ha infatti segnato il mio ingresso ufficiale nel mondo della politica fiorentina (una realtà del tutto estranea a me), accanto a Matteo Renzi, di cui ho appoggiato la candidatura a sindaco di Firenze fin dalle Primarie. Una scelta che, all’epoca, non è certo stata “facile”, nel senso che nessuno scommetteva sulla sua vittoria; e invece Matteo ce l’ha fatta. Se per Renzi è stata comunque una dura battaglia per me non è stato molto diverso: ho ufficializzato la mia candidatura il 5 maggio, ad un mese soltanto dalle elezioni amministrative. La mia idea era quella di portare nuovi contributi alla politica fiorentina, basati sull’esperienza della mia vita quotidiana e delle persone che incontro ogni giorno. Insieme ad alcuni amici abbiamo creato questo blog per facilitare la comunicazione con i fiorentini. Siamo stati premiati: il 13 luglio, giorno del mio compleanno, ho fatto il mio ingresso in Consiglio Comunale.
Gli inizi non sono stati facili: l’entusiasmo per la nuova avventura si è dovuto scontrare con la “Realpolitik”, ho dovuto imparare come funzionassero certe dinamiche che viste dall’esterno sembrano futili ma delle quali non si può non tenere conto; un periodo che mi è comunque servito per capire quale ruolo volessi ricoprire qui dentro e come fare a rendermi utile per la mia città. Ho cominciato a cercare di dare risposte concrete ad alcune esigenze che mi venivano manifestate con la presentazione delle mie mozioni: quella sulle utenze idriche, sulla targa di condominio, sui funerali civili, sui frazionamenti degli immobili Erp. Tutte mozioni che nascono dall’incontro con problemi concreti della gente.
In questa battaglia un ringraziamento speciale va a tutti quelli che hanno creduto in me, prima fra tutti mia moglie Letizia e mio figlio Leonardo; i miei genitori, Orazio e Maria Laura; i miei fratelli, Daniele, Davide, Martino e Luca; Matteo Renzi che fortemente mi ha voluto in lista per le elezioni; i mie colleghi di lavoro che mi hanno sopportato; il mio amico Alessandro Lo Presti e tutti quelli che ogni giorni mi aiutano a ricoprire al meglio il mio ruolo di consigliere comunale.
Il mio proposito per il 2010 quindi è molto semplice: continuare sulla strada intrapresa cercando di rispondere ai bisogni concreti della mia città, Firenze. Ma la parola-chiave dovrà essere “partecipazione”: per attuare quanto mi propongo, infatti, ho bisogno di voi, ho bisogno di arricchire i miei contatti umani, le mie esperienze di vita. Per farlo ho intenzione di sfruttare al massimo anche il mio blog che cercherò di potenziare per rendere più esaustivo sulla mia attività, un vero strumento di comunicazione diretta con voi: a questo proposito vi annuncio che da gennaio istituirò l’abitudine di inviare una newsletter al mese a tutti i miei contatti per fare il punto sulla mia attività di consigliere.
Il nostro rapporto sarà ovviamente la base del mio lavoro: il mio impegno sarà quello di trasformare i vostri spunti in mozioni con l’obiettivo di portare cambiamenti tangibili nella vita quotidiana delle persone, impegnandomi per far sì che vengano attuate. Ne ho già pronte alcune…ma di questo vi riferirò nella prima newsletter dell’anno!
Per il momento, tanti auguri di buon inizio 2010 a tutti!
Tutti noi abbiamo visto le immagini riportate ieri dalle tv, e oggi dai quotidiani, sull’aggressione al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: brutte immagini che non avrei mai voluto vedere in nessun paese civile, tanto meno nel nostro. Che ad aggredire il Premier sia stato una persona con problemi psichici mi consola fino ad un certo punto: credo infatti che per quanti mitomani esistano ovunque, ogni azione di questo tipo è un colpo duro alla democrazia, che si basa sul principio che tutti hanno diritto alla libertà di espressione senza timore di reazioni violente da parte di chi non la pensa come te.
Mi ritrovo molto nelle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri ha fermamente condannato l’aggressione, ma ha anche invitato tutte le forze politiche ad abbassare i toni e a riportare lo scontro nelle forme civili della dialettica di un paese democratico: credo abbia pienamente ragione. Negli ultimi tempi (e non è la prima volta che lo sottolineo) la politica è più urlata che ragionata, più tesa a dimostrare chi ha torto o ragione a prescindere invece di ricercare un confronto costruttivo sui problemi reali del paese. Così facendo ci perdiamo tutti.
In questo credo che anche i mezzi di comunicazione abbiano la loro parte di responsabilità: un esempio, secondo me, sono state le Primarie che si sono svolte ieri per scegliere i candidati al prossimo Consiglio Regionale. Oggi i giornali locali riportano i dati di affluenza: si tratta delle primarie con la più bassa affluenza degli ultimi anni e secondo me non è un caso. Ho notato come l’attenzione nei confronti di questo strumento che resta, a mio parere, la più alta forma di democrazia partecipata presente al momento in Italia, sia stata questa volta un po’ troppo bassa: senz’altro ha giocato un ruolo importante l’assenza del confronto per scegliere il candidato alla presidenza della Regione, ma non tanto da giustificare la scarsa informazione che ho potuto constatare in prima persona: alcuni non sapevano nemmeno dove trovare il proprio seggio. Mi domando allora: perchè ad un evento del genere è stato dedicato così poco spazio sia dalla politica sia dai media? Forse perchè per guadagnare l’attenzione c’è bisogno, troppo spesso, di alzare i toni, di creare degli scontri o tensioni tra posizioni politiche differenti?! Spero davvero non sia così…almeno non dovrebbe esserlo in un paese civile, quale continuo a ritenere sia il nostro.
Quella di ieri è stata proprio una brutta domenica: un’occasione persa per tutti noi di tornare a confrontarsi sui problemi veri del paese.
Qualche giorno fa l’Unione Inquilini ha manifestato davanti alla sede della Regione Toscana per sollecitare un intervento delle autorità sul problema della casa. Secondo i manifestanti a Firenze sarebbero circa 5000 le famiglie con problemi legati alla casa; inoltre sarebbero circa 3200 le domande presentate nel 2008 per l’assegnazione di alloggi Erp, l’Edilizia Residenziale Pubblica. E’ l’ennesima dimostrazione che un problema casa a Firenze c’è, e per chi, come me, fa l’amministratore di condominio, non è una novità.
Ad un problema cronico di mancanza di case si è aggiunta negli ultimi anni la crisi economica che ha aggravato la situazione. Inoltre se si guarda all’Edilizia Residenziale Pubblica, esiste anche una naturale evoluzione nella popolazione abitativa: secondo i dati di Casa spa, le donne rappresentano ad oggi circa il 54% dell’utenza; l’età media dei residenti è intorno ai 50 anni; un abitante su 4 ha più di 65 anni di età (28%); è aumentata l’uscita dei residenti entro i 35 anni, dovuta probabilmente all’abbandono dell’alloggio da parte dei figli. Insomma: la società invecchia e i nuclei familiari sono sempre più ristretti, composti al massimo da 3 persone.
Il mondo privato ha già affrontato questa situazione restringendo gli spazi abitativi: credo sia capitato a molti di vedere appartamenti da 100/110 mq suddivisi in abitazioni più piccole da 50mq. E’ una strada che penso possa essere battuta anche dall’Edilizia Residenziale Pubblica.
Per questo ho presentato una mozione, approvata oggi dalla Commissione Urbanistica di Palazzo Vecchio, che chiede di introdurre la possibilità di frazionare gli alloggi dell’Erp, dove possibile. Oggi per far fronte a queste situazioni esiste solo lo strumento della mobilità: mi riferisco per esempio ad un anziano rimasto solo al quale si deve chiedere di trasferirsi perchè la sua abitazione, ormai troppo grande per le sue esigenze, possa essere data ad un nuovo nucleo familiare. Una situazione straziante che genera conflitto sociale e che secondo me potrebbe essere risolta permettendo di dividere l’appartamento per ricavare due unità abitative: l’anziano non sarebbe più costretto a lasciare il proprio contesto di vita sociale e si avrebbe la possibilità di sistemare una nuova famiglia. Ovviamente questa misura non può essere applicata a tutti gli alloggi di Erp ma solo alle abitazioni più vecchie, con metrature maggiori rispetto alle nuove case in costruzione. E’ comunque un modo per cominciare a rispondere concretamente alla carenza di case a Firenze.
Alzi la mano chi di voi non hai mai avuto problemi con le bollette dell’acqua?
Per problemi intendo sia difficoltà legate a importi ritenuti eccessivi, o sbagliati, e per i quali volevate chiedere spiegazioni, sia a situazioni ben più gravi come la sospensione del servizio per la morosità del vicino di casa.
Purtroppo di situazioni del genere ne capitano tante a Firenze: basta leggere le relazioni del Difensore civico o più semplicemente fare una ricerca su internet per vedere quante siano le iniziative delle associazioni di consumatori in questo settore (tanto per fare un esempio, qui ne trovate una dell’Aduc).
Il problema è che la regolamentazione della gestione dell’acqua è abbastanza complesso, soprattutto per chi abita in un condominio: Publiacqua è responsabile della rete di distribuzione a Firenze ma solo fino ai contatori dei singoli condomini, mentre dai contatori fino alle singole utenze la responsabilità viene affidata al condominio stesso; inoltre per i pagamenti la ripartizione dei costi viene fatta, in base ai consumi, o dall’amministratore di condominio o da ditte specializzate. Questo spesso crea problemi nel capire a chi rivolgersi in caso di contestazioni, mentre per la questione della morosità vige la regola della solidarietà condominiale, per cui se un utente non paga devono essere gli altri condomini a farsi carico della spesa, pena la sospensione del servizio. Insomma: una situazione, a mio parere, caotica e ingiusta!
Per questo ho pensato di proporre una mozione che cerchi di fare un po’ di chiarezza in una materia così complessa: ho chiesto che venga modificato il “Regolamento del Servizio idrico Integrato”, che regola i rapporti tra utenti e Publiacqua, affinchè vengano introdotti contratti diretti e non più condominiali (come avviene già per gas e luce); inoltre per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni ho chiesto che venga introdotto, nel “Regolamento Edilizio”, l’obbligo di prevedere singoli contatori autonomi per ciascuna utenza.
La mozione è stata approvata ieri dalla Commissione Ambiente del Comune di Firenze (con l’astensione del Pdl)
con la sola aggiunta di una clausola (che in termini tecnici si chiama emendamento) che vuole tutelare le situazioni già esistenti, quelle cioè dove è più difficile intervenire per modificare il sistema idrico: la clausola prevede infatti che venga attivata una campagna di informazione per favorire comunque, dove possibile, contratti diretti tra utenze e gestori. Si lascerebbe così la possibilità ai singoli di scegliere cosa fare.
Credo sia un provvedimento molto importante per cercare di risolvere il problema della gestione dell’acqua a Firenze, in attesa della riforma del Sistema idrico integrato che dovrebbe essere presentato dalla Regione Toscana. La mozione verrà discussa la prossima settimana anche dalla Commissione Controllo.
Chi mi conosce sa che io sono un amministratore di condominio e come tale conosco bene questa realtà e i problemi che spesso sono legati a questa professione. Tra questi, secondo me, c’è quello della reperibilità della figura dell’amministratore!
Forse non tutti sapete che l’amministratore di condominio dovrebbe essere presente per legge nei palazzi con almeno 4 condomini: non sempre questo avviene ma là dove è presente la sua figura è importante perchè serve ad amministrare l’edificio sia per chi ci vive sia per gli enti pubblici che devono avere a che fare per legge con il palazzo (per esempio il Comune, Publiacqua etc).
Non sempre però è facile riuscire a rintracciare il proprio amministratore soprattutto in palazzi molto grandi. Per questo ho pensato di proporre una mozione nella quale si chiede al Sindaco di rendere obbligatoria l’esposizione di targhe agli ingressi dei condomini dove siano presenti tutti i riferimenti dell’amministratore.
Può sembrare una banalità ma vi assicuro che non lo è: questo provvedimento infatti può agevolare i controlli per le società fornitrici di servizi pubblici o le verifiche di competenza dei vari Enti preposti alle attività di controllo o di pubblica sicurezza degli edifici; o più semplicemente può aiutare il condomino che ha bisogno di segnalare un problema al suo amministratore.
Molti comuni, come Milano, Torino e Bologna hanno già adottato questo provvedimento: oggi la 1° Commissione Affari Generali di Palazzo Vecchio ha approvato la mia mozione all’unanimità, segno che ne è riconosciuta l’utilità da parte di tutte le forze politiche.
Adesso tocca al Consiglio Comunale!
Leggi anche il Comunicato stampa