Ma con la Notte Bianca vanno in vacanza il senso del decoro e il controllo della somministrzione degli alcolici?

30 aprile 2012 2 commenti

E’ proprio vero: “fatta la legge, trovato l’inganno”.

Tante belle parole, tanti buoni propositi, il fontanello dell’acqua del Sindaco cambiato perché “stonava” con Piazza della Signoria ma poi, basta arrivare alla Notte Bianca e quello che di buono e sensato era stato detto e fatto finisce in archivio.

Un pò come succede per San Silvestro, quando siamo disposti (oppure obbligati….) a tollerare tutto.

Ma il senso del decoro e il controllo della somministrzione degli alcolici stanotte non valgono più? E’ quanto mi sono chiesto stamani, passando davanti alla Loggia dei Lanzi dove stavano allestendo un bancone per la somministrazione della birra in occasione della Notte Bianca.

E’ proprio brutto vedere una cosa del genere in piazza della Signoria. E’ questo il decoro? O basta la Notte Bianca a farlo passare in cavalleria? E i gestori degli esercizi commerciali che, giustamente, devono stare attenti ai dehors compatibili con il contesto urbano e architettonico in cui si trovano, cosa devono pensare? Che si usano due pesi e due misure.

Dispiace vedere la contraddittorietà di quanto, giustamente, si va dicendo a proposito di bellezza, decoro, controllo della somministrzione degli alcolici soprattutto per le fasce più giovani e quello che si va proponendo attraverso la Notte Bianca che va in un’altra direzione. Il banchino che stamani stavano già allestendo per la Notte Bianca non fa certo onore alla bellezza della piazza ed è, insieme a molti altri chiostri posizionati in centro, un invito a bere senza limiti di orario e tempo.

La Notte Bianca è una bella iniziativa ma i principi che si vanno giustamente declamando tutto l’anno, perché devono essere disattesi stanotte ?

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

13 spunti per la vita di Marquez

20 febbraio 2012 Nessun commento

1 – Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 – Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 – Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
4 – Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 – Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
6 – Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
7 – Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 – Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 – Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
10 – Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11 – Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
12 – Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13 – Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati
Categorie:Riflessioni Tag:

Perplesso….

14 febbraio 2012 Nessun commento

20120214-212441.jpg

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati
Categorie:Senza categoria Tag:

Liberalizzazione orari dei negozi. Il Consiglio Comunale ha approvato la mozione

13 febbraio 2012 Nessun commento

C’è voluto “un pò di tempo” ma alla fine la mozione è arrivata in Consiglio Comunale ed è stata approvata e sono soddisfatto del risultato ottenuto,  perché il Consiglio Comunale ha compreso che è necessaria una regolamentazione delle aperture notturne dei negozi. Attualmente, molti negozi, generalmente gestiti da stranieri, sono aperti ininterrottamente ma lo stesso accade per i negozi di ultima generazione che distribuiscono automaticamente pasti e bevande. Siamo davanti ad una deregulation ed è per questo che è necessario migliorare il sistema, regolandolo con una normativa precisa e chiara che consente a tutti di allungare il proprio orario di apertura dei negozi. Questo cambiamento, però, non dovrà ricadere passivamente sulle spalle dei dipendenti, dei lavoratori nei negozi: è necessario che anche loro ne traggano beneficio ed è necessario che chi deve vigilare sulle tutele dei lavoratori lo faccia.

La mozione vuole “dare disposizioni agli uffici competenti di elaborare una normativa che consenta di prolungare gli orari di chiusura degli esercizi di vendita al dettaglio oltre quelli previsti dalle attuali ordinanze sindacali” ed è stata approvata con 23 voti a favore, 3 contrari e 9 astenuti.

Non si tratta di un obbligo di apertura per tutti i negozi ma della facoltà che viene concessa di rimanere aperti, offrendo un servizio alla collettività, a quei negozianti che lo ritengono opportuno.

A questo punto, parafrasando il titolo della travola rotonda dello scorso 3 febbraio, possiamo affermare: più aperti vuol dire anche più liberi.

La mozione è arrivata nel Salone de’ Dugento a distanza di un anno e mezzo dall’approvazione da parte della commissione sviluppo economico presieduta da Enrico Bertini (PD).

Inoltre, la mozione sollecitava anche la promozione nei confronti della Regione Toscana e del Governo di una revisione normativa sull’orario notturno degli esercizi di vendita con particolare riferimento alle nuove esigenze delle città metropolitane e di richiamo turistico e culturale internazionale ma nel frattempo l’esecutivo nazionale è intervenuto con un apposito atto normativo già in vigore.

È sicuramente un atto importante che rientra nelle politiche di apertura di questa città che sempre di più individua occasioni in tal senso. Infatti, nel documento approvato oggi dal Consiglio Comunale si fa specifico riferimento anche alla prospettiva di sviluppare ulteriori iniziative per allargare i tempi di vita culturali, sociali ed economici della città e quindi alla necessità di ripensare e conseguentemente adeguare gli orari di apertura notturna degli esercizi di vendita ed in particolare di quelli al dettaglio per consentire anche a tutti i cittadini un servizio migliore per la cosiddetta spesa d’emergenza.

Insomma, i tempi sono cambiati: a Firenze come nel resto del mondo ed è necessario che chi amministra le città se ne renda conto e ne prenda atto. Analogamente le associazioni di categoria che non possono fare le barricate a oltranza. Le esigenze dei cittadini sono diverse come sono diversi gli orari di lavoro.

Allego anche il testo della mozione approvata dall’assemblea nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio.

Oggetto: esercizi di vendita [al dettaglio in orario notturno.], orario di apertura e rispetto festività civili e religiose.

Proponente: Andrea Pugliese
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che Firenze riveste un ruolo di importanza nazionale ed internazionale anche per essere considerata meta turistica a livello mondiale e quindi appare opportuno e necessario un ripensamento generale che investa l’adeguatezza e la qualità dei servizi offerti anche con riferimento agli orari degli stessi e delle attività economiche principali;

Considerato che il Programma di mandato del Sindaco indica nella cultura della vita notturna “una questione politica ed economica di primaria grandezza” tenuto conto della crescente mobilità delle persone, delle risorse, della tecnologia e di tutti i fattori produttivi;

Ritenuto che, nel contesto sopra richiamato e nella prospettiva di sviluppare ulteriori iniziative per allargare i tempi di vita culturali, sociali ed economici della città, sia necessario ripensare e conseguentemente adeguare gli orari di apertura notturna degli esercizi di vendita ed in particolare di quelli al dettaglio per consentire anche a tutti i cittadini un servizio migliore per la cosiddetta “spesa d’emergenza”;

Vista la legislazione vigente in materia di commercio ed in particolare il Dlgs. 31 marzo 1998, n. 114 e la L.R. n. 28/2005 che norma gli orari delle attività commerciali ponendo vincoli per l’apertura in orario notturno;

Ritenuto, comunque, che già con le norme esistenti sia possibile autorizzare e prevedere l’apertura in orario notturno ad un limitato numero di esercizi di vicinato, autorizzare punti vendita automatizzati senza personale e autorizzare esercizi di vendita all’interno delle stazioni ferroviarie che possono derogare ai divieti posti per l’orario notturno;

Richiamato il decreto del Governo Monti “Salva Italia” che prevede un’ulteriore possibilità di apertura per tutti gli esercizi commerciali;

[Considerato che già in alcune città italiane sono in esercizio negozi che operano 24 ore su 24;]

CHIEDE AL SINDACO ED ALLA GIUNTA

1 – di dare disposizioni agli uffici competenti, tenendo conto di quanto previsto nel decreto “Salva Italia”, al fine di elaborare una normativa che consenta di prolungare gli orari di apertura degli esercizi di vendita al dettaglio oltre quelli previsti dalle attuali ordinanze sindacali; prevedendo, vista la particolarità di tali esercizi, incentivi per i Centri Naturali

2- di promuovere verso la Regione Toscana ed il Governo una revisione normativa sull’orario notturno degli esercizi di vendita con particolare riferimento alle nuove esigenze delle città metropolitane e di richiamo turistico e culturale internazionale attuando a tal fine confronti istituzionali e il  rispetto  della festività del 1 maggio e di altre festività di analoga importanza civile e religiosa.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

Tavola rotonda “Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio”

3 febbraio 2012 Nessun commento

Oggi pomeriggio a Palazzo Vecchio si è svolto l’incontro sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali organizzato dal Gruppo del PD. E’ stata un’occasione per discutere di un’innovazione che può cambiare radicalmente le nostre abitudini e, come sempre accade, ci sono opinioni diverse. Probabilmente già la prossima settimana in Consiglio Comunale si discuterà della mozione legata a questo argomento.

Intanto qui pubblico il mio intervento che ha aperto i lavori della tavola rotonda “Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio”.

 

È con piacere che oggi pomeriggio saluto tutti i presenti, do il benvenuto nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio e li ringrazio per essere intervenuti all’iniziata organizzata dal Gruppo del PD in Consiglio Comunale.

Saluto e ringrazio:

Ugo Baldi, Amministratore Delegato Conad per il Tirreno,

Giovanni Cobolli Gilli, Presidente di Federdistribuzione,

Ivan Ferrucci, Consigliere regionale del PD e membro della Commissione Sviluppo Economico,

Franco Martini, Segretario Nazionale FILCAMS-CGIL, (assente perché bloccato dalla neve)

Giuseppe Minigrilli, Presidente Federconsumatori della Toscana,

Dario Nardella, Vicensindaco del Comune di Firenze con delega allo Sviluppo Economico,

Uliano Ragionieri, Presidente Confesercenti a Firenze,

Roberto Ravazzoni, professore all’Università di Modena dove insegna Economia e gestione delle imprese,

Alessandro Tani, Asset Manager dell’Eurocommercial Properties,

Lorenza Giani, Segretaria del PD di Firenze che concluderà questa tavola rotonda, moderata dalla giornalista del quotidiano La Repubblica Maria Cristina Carratù.

Perché una tavola rotonda dal titolo “Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio”.

Ce n’era veramente bisogno?

Noi crediamo di sì, per una serie di ragioni.

Innanzitutto, perché il tema delle liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali è dibattuto da tanto tempo e in questo periodo è diventato molto di attualità. Sia per il provvedimento del Governo Monti e sia perché anche in questo Consiglio Comunale la questione è molto discussa, da ancora più tempo, rispetto, sia al decreto “Salva Italia e cresci Italia” e sia anche alla controversia scaturita tra la Regione Toscana e l’esecutivo nazionale. In ogni caso, incanalare in un binario normativo gli orari di apertura dei negozi va incontro a una situazione che, di fatto, vede molta arbitrarietà in questo settore.

Attualmente molti negozi, generalmente gestiti da stranieri, sono aperti ininterrottamente ma lo stesso accade per i negozi di ultima generazione che distribuiscono automaticamente pasti e bevande. Siamo davanti ad una deregulation ed è per questo che è necessario migliorare il sistema, regolandolo con una normativa precisa e chiara che consente a tutti di allungare il proprio orario di apertura dei negozi. Regolamentare significa, anche, tutelare: i negozianti, i dipendenti e i consumatori.

Poi, basta pensare alla positiva risposta di pubblico in occasione delle aperture domenicali, della Notte Bianca e di tutte quelle iniziative organizzate anche la sera dai Centri Commerciali e dalle associazioni di negozianti.

Le esigenze dei cittadini sono cambiate: si sono diversificate e sono diverse rispetto al passato come sono diversi gli orari di lavoro. Ad esempio, già da tempo se ne è accorto chi gestisce le emittenti televisive e le programmazioni sono cambiate: i telegiornali ci sono fino alle 21,00 e i programmi in prima serata non iniziano prima delle 21,00- 21,15. Anche il settore dei bancari si è dovuto adeguare prevedendo nei contratti la possibilità di assicurare ai cittadini servizi di sportello fino alle 22,00.

La questione della deregulation degli orari degli esercizi commerciali nasce dalla legge Bersani del 2006 sulla “liberalizzazioni delle licenze commerciali” ed è all’ordine del giorno dei lavori della prossima seduta del Consiglio Comunale di Firenze che dovrà discutere e votare la mozione che chiede al sindaco di “dare disposizioni agli uffici competenti di elaborare una normativa che consenta di prolungare gli orari di chiusura degli esercizi di vendita al dettaglio oltre quelli previsti dalle attuali ordinanze sindacali”. È una mozione che è stata approvata dalla commissione consiliare sviluppo economico il 13 luglio 2010 e questa tavola rotonda dovrà servire anche a creare un momento di discussione e di riflessione in vista del voto sulla mozione che ha determinato diverse correnti di pensiero anche all’interno della stessa maggioranza che amministra questa città.

Per questo motivo, il Gruppo Consiliare del PD ha invitato alcuni esponenti di diversi settori della comunità: del mondo economico, sindacale, politico e di tutela degli interessi dei consumatori. Tutti, in modo eterogeneo, potranno fornire il proprio contributo alla discussione.

Le novità espresse dal decreto del Governo Monti riguardano tutti: sia gli esercizi commerciali che gli utenti. Tutti i cittadini saranno investiti da queste novità che si sono rese necessarie sia per cercare di dare un maggiore impulso alle vendite e sia per andare incontro alle esigenze dei lavoratori-acquirenti. È stata richiesta e ottenuta un’estrema flessibilità per quello che riguarda le attività lavorative e, di conseguenza, non era più concepibile rimanere con degli orari blindati per i negozianti.

Ad esempio: la panificazione no-stop va in questa direzione. Legittima e regolamenta una pratica che per molte catene di distribuzione (sia grande che al dettaglio) è già attuata da anni e garantisce ai consumatori la possibilità di avere il pane fresco anche la domenica.

In ogni caso bisogna precisare un aspetto molto importante del decreto “Salva Italia”: la liberalizzazione degli orari di lavoro non è un obbligo per tutti gli esercizi commerciali ma è una possibilità che viene concessa ai negozianti. Chi vuole e ritiene di poterlo e doverlo fare estenderà i propri orari di apertura chi, invece, è di parere opposto non lo farà. Non ci sarà una coercizione alle aperture notturne o domenicali.

Non è un obbligo di apertura per tutti i negozi ma è la facoltà che viene concessa di rimanere aperti, offrendo un servizio alla collettività, da parte di quei negozianti che lo ritengono opportuno e possibile.

Questo cambiamento, però, non dovrà ricadere passivamente sulle spalle dei dipendenti, dei lavoratori nei negozi: è necessario che anche loro ne traggano beneficio ed è necessario che chi deve vigilare sulle tutele dei lavoratori lo faccia.

E ci rivolgiamo sia ai sindacati che agli organismi competenti della Pubblica Amministrazione e delle Forze dell’Ordine.

Questa liberalizzazione non può e non deve creare uno sfruttamento dei lavoratori ma maggiori possibilità di lavoro anche con nuove assunzioni e maggiori possibilità di guadagno: sia per i lavoratori che per i negozianti. Deve contribuire a muovere l’economia perché la crisi si combatte anche in questo modo.

“Abbassare i prezzi, aumentare lo stipendio netto e rilanciare i consumi”: sono questi i tre obiettivi che il Governo Monti spera di raggiungere con il decreto sulle liberalizzazioni.

Cito un passaggio dell’articolo del Sole24Ore dello scorso 20 gennaio in cui viene riportato anche uno studio di Bankitalia al quale l’esecutivo ha fatto riferimento nella relazione presentata alle Camere. “Grazie a questo provvedimento il Governo ritiene che nel lungo periodo i consumi e l’occupazione possano crescere dell’8% laddove i salari reali (intesi come la differenza tra la retribuzione e l’inflazione) potrebbero aumentare addirittura del 12%”.

Come dicevo, liberalizzare non deve significare abusare. Ci sono dei “paletti”, dei “punti fermi” che tali devono rimanere. Mi riferisco ad alcune Feste Nazionali che, per l’alto valore simbolico che rivestono, devono essere rispettate.

La Festa dei Lavoratori, la Festa della Liberazione e la Festa della Repubblica devono essere garantite. In queste occasioni devono essere assicurati i servizi essenziali ma sarebbe un abuso dei diritti dei lavoratori e civili di ogni individuo prevedere le aperture dei negozi. Su questo tema, già l’anno scorso, si è innescata una dura polemica che, per fortuna, si è conclusa con molto buon senso. Mi auguro che la questione non venga nuovamente riproposta.

Mi aspetto e auspico che la scelta sulle liberalizzazioni venga assunta anche nei confronti dei saldi. Quest’anno, per legge nazionale, la data dei saldi è stata anticipata al 5 gennaio. Credo, che se fosse anticipata al 15 dicembre tutti ne trarremo maggiori vantaggi e si eviterebbe anche la bruttissima pratica dei cosiddetti “finti saldi”. Sconti sui prezzi, più o meno veri, mascherati da cartelli ammiccanti. Facciamo chiarezza anche in queste situazioni dove, purtroppo, troppo spesso regnano arbitrarietà e irregolarità. Se negozianti, categorie commerciali e associazioni di consumatori richiedono un’anticipazione del periodo dei saldi all’inizio o alla metà del mese di dicembre, regolamentiamo per rendere tutto trasparente e offrire maggiori possibilità di vendita e di acquisti a prezzi scontati.

Inoltre, la mozione che sarà discussa in Consiglio Comunale sollecita anche la promozione nei confronti della Regione Toscana e del Governo di una revisione normativa sull’orario notturno degli esercizi di vendita con particolare riferimento alle nuove esigenze delle città metropolitane e di richiamo turistico e culturale internazionale.

Proprio perché all’estero la liberalizzazione degli orari dei negozi è già attuata da tempo e chi viene in Italia per turismo o per lavoro si aspetta di trovare analoghe possibilità.

Alla luce di tutto questo, chiediamo anche alla Regione Toscana maggiore lungimiranza e di “fare un passo indietro” rispetto all’arida polemica che ha innescato con il Governo Monti proprio in occasione del “Decreto salva Italia”.

Bisogna prendere coscienza che i tempi sono cambiati: a Firenze come nel resto del mondo ed è necessario che chi amministra le città se ne renda conto e ne prenda atto. Noi oggi, in questa tavola rotonda, vogliamo cercare di dare il nostro contributo alla discussione su questo importante tema.

Vi saluto, auguro a tutti buon lavoro e passo la parola alla giornalista del quotidiano La Repubblica Maria Cristina Carratù.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

Tavola rotonda “Più aperti, più liberi?”

31 gennaio 2012 Nessun commento

La liberalizzazione degli orari dei negozi è uno degli argomenti sui quali il dibattito è aperto: sia a livello locale che nazionale. Come spesso accade, la questione non è di facile soluzione e prevede schieramenti opposti che sostengono le proprie posizioni, vantaggi e svantaggi.

Venerdì 3 febbraio alle 16,30 abbiamo organizzato a Palazzo Vecchio, nel Salone de’ Dugento un’occasione di confronto.

Nella tavola rotonda “Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio” cercheremo di spiegare il perché della liberalizzazione degli orari dei negozi, gettando uno sguardo anche oltre confine. Il titolo dell’iniziativa termina con un punto interrogativo: non a caso, perché bisogna domandarci se tale novità rappresenta, realmente, un’occasione di maggiore libertà e di guadagno. Sia per chi lavora e sia per i consumatori. E’ un tema che è all’ordine del giorno anche dei lavori del Consiglio Comunale che presto dovrà esprimersi proprio su questo argomento.

Vi chiedo di partecipare a questa iniziativa, a questa occasione di confronto perché stanno per cambiare le nostre abitudini quotidiane e vogliamo, tutti insieme, capire e confrontarci.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

La crisi – come la vedeva un illustre protagonista della storia

22 gennaio 2012 Nessun commento

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

20120122-105731.jpg

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

Ritratto fuori tempo (di Elsa Morante)

8 gennaio 2012 1 commento

Elsa Morante scrisse questo discorso nel 1945. Sembra scritto oggi…forse ieri (nel senso di qualche settimana fa). Leggetelo perché è veramente interessante.

«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».

…..A proposito si riferiva a Benito Mussolini…

Elsa Morante, Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani), Milano 1988, L-LII

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

Liberalizzare gli orari dei negozi? Un’arida polemica tra Regione e Governo

5 gennaio 2012 Nessun commento

Siamo in una fase di emergenza della vita politica italiana, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di un governo tecnico e questo cavillare di forma, pur legittimo, suona inappropriato.
In una materia in cui il primo a dire, da ministro, si dovesse cambiar registro era Bersani. Sembra che a Rossi non capit imai di far due passi dopo cena nei centri delle città, dove già gli immigrati, per strada o in bottega, fanno quel che avviene a NewYork, Londra, Parigi….

leggi tutto l’intervento su: Articolo La Repubblica su orari negozi, 05.01.12

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati

Bye bye 2011, ben arrivato 2012

31 dicembre 2011 Nessun commento

Siamo alla fine del 2011 ed è tempo di bilanci e di aspettative per il nuovo anno che, speriamo sempre, sia migliore di quello che ci lasciamo alle spalle. Forse, mai come adesso, l’auspicio è comune a tutti.

Il 2011 ha rappresentato un anno difficile: ce l’hanno detto in tutte le lingue, ce lo siamo ripetuti in tutti i modi.

È eccesso di allarmismo? Io credo di no: è il prendere coscienza che molte persone si trovano in uno stato di forte difficoltà determinato dalla crisi del mondo del lavoro, da consumi più ridotti, da un “disamore” nei confronti della classe politica dirigente.

E allora, “quando tutto va a rotoli” a cosa dobbiamo aggrapparci, quali devono essere i nostri punti fermi? Io credo che siano i nostri valori, quelli che ognuno di noi ha dentro di sé. Sono lo scoglio al quale ci aggrappiamo durante il mare in burrasca e dal quale ripartiamo quando c’è bonaccia.

I miei valori fondanti e fondamentali sono: la famiglia, la fede religiosa, gli amici, le istituzioni.

Ecco, per recuperare la nostra serenità ripartiamo dalle cose semplici. Rinforziamo le fondamenta della nostra vita per prepararci a questo 2012 che dovrà essere un anno di riscatto.

Per cercare di agevolare questo riscatto, il rilancio dell’economia di Firenze e dei fiorentini, la nostra Amministrazione ha deciso di incidere di meno nelle tasche dei cittadini e per questo motivo ho molto apprezzato la “manovra del buon senso” del nostro sindaco Renzi perché è giusto incidere di meno nei confronti di chi ha meno possibilità economiche, di chi è già stato colpito dalla crisi.

È giusto che paghi meno chi ha di meno e che paghi di più chi ha di più. Sembra un principio banale ma, purtroppo, non lo è.

Per la nostra città il 2012 rappresenta un anno di traguardi importanti: prenderà vita, finalmente, l’attività nel nuovo tribunale a Novoli, sarà completato il nuovo polo della musica a Porta a Prato, da poco inaugurato. Sarà un anno di fermento perché dovremo vedere l’avanzamento dei lavori della tramvia e, forse, ci sarà una svolta decisiva anche per il nuovo stadio a Novoli.

Questo, soltanto per citare alcune opere urbanistiche veramente importanti che cambieranno, in meglio, la città di Firenze.

Ma non di sola economia vive la città. A dicembre Firenze è stata al centro di fatti criminali di stampo razzista che nulla hanno da condividere con la nostra storia e le nostre tradizioni. Alla luce anche di questo, la tolleranza e l’integrazione nei confronti dei poveri, di chi arriva da lontano dovranno trovare sempre terreno fertile nelle nostre vite, ogni giorno.

Auguro a tutti un 2012 di serenità e di speranza, da trascorrere insieme alle persone a noi più care, un anno che deve essere di rilancio e di rinascita.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Technorati